sabato, 22 luglio 2017

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L’INTERROGATIVO. CHI PAGHERA’ PER QUESTI SUICIDI?

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C’è chi su Facebook chiede giustizia per Salvatore De Salvo e Antonia Azzolini, i due coniugi morti suicidi a Bari.

Si sono tolti la vita domenica 8 gennaio 2012 dopo aver chiesto inutilmente aiuto al Presidente della Repubblica Napolitano e al presidente della regione Puglia Nichi Vendola. Non sono stati ascoltati. Altri avevano suggerito a Salvatore De Salvo che per avere il lavoro nella Asl, doveva fingersi INVALIDO, INABILE AL LAVORO.... e lui non ha accettato perché contrario all’illegalità. Qualcuno deve rispondere del suicidio a Bari di Salvatore De Salvo e Antonia Azzolini. Chi paga per queste due morti? Il cadavere di De Salvo, ex agente di commercio da sette anni senza un lavoro, è stato trovato domenica 8 Gennaio 2012 mattina su una spiaggia a San Girolamo. Sua moglie, invece, è stata ritrovata morta in una camera dell’hotel «Sette mari», distante solo pochi metri dalla spiaggia dove è stato trovato il marito. I due avrebbero ingerito un grande quantitativo di barbiturici: la donna sarebbe deceduta avvelenata dai medicinali, è stata trovata stesa nel letto; i barbiturici non avrebbero avuto lo stesso effetto sul 64enne che, a quel punto, per seguire la consorte nell’ultimo viaggio avrebbe deciso di farla finita gettandosi in mare. Motivo del gesto estremo le condizioni di disagio economico: dopo il licenziamento, De Salvo non è più riuscito a rientrare nel mondo del lavoro, nonostante i diversi tentativi e gli innumerevoli appelli lanciati alle istituzioni. La coppia viveva con i soli 400 euro. Chi pagherà per queste due persone morte di disperazione e indifferenza?
Vedi su you tube l’intervista dei due coniugi: http://www.youtube.com/watch?v=-0ImHyuyZLg

A SCUOLA DI LEGALITA’. ARTICOLO 580 DEL CODICE PENALE

L'istigazione o aiuto al suicidio è un reato previsto dal Codice Penale italiano tramite l'articolo 580, che recita: « Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima. Le pene sono aumentate se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1) e 2) dell'articolo precedente. Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni quattordici o comunque è priva della capacità di intendere e di volere, si applicano le disposizioni relative all'omicidio

Il suicida è sempre tale per una libera scelta o in conseguenza di uno stato patologico e quindi non è capace di intendere e volere?

La maggior parte dei suicidi nasce come "idea risolutiva", in casi di forte angoscia depressiva e in condizioni decisamente morbose: è la condizione abituale del suicidio. Il caso più frequente di suicidio é legato a una condizione morbosa, che si definisce "melanconia". Il suicidio é una condotta possibile dell’uomo, in molti casi é una condotta patologica. Si danno anche altre possibilità. In rari casi, il suicidio è un atto che può nascere come una determinazione volontaria, perfettamente lucida nel soggetto.

Possono condizioni avverse (es.: precarietà lavorativa, stato di carcerazione al limite del rispetto della dignità umana, povertà, persecuzione da parte di soggetti dominanti verso soggetti deboli, ecc.) agevolare e quindi indurre un soggetto fragile al suicidio?
Sì.

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