lunedì, 18 dicembre 2017

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COS’E’ LA CRISI?

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La crisi è arrampicarsi sui giorni, scansando la nebbia con la mano e navigando a vista senza pensare un futuro, che appare troppo lontano e incerto, quando l’oggi è troppo faticoso.


La crisi è aggirarsi tra gli scaffali di un supermercato, con la rapacità covata, rabbiosa e rassegnata, alla ricerca dell’ultima offerta, di prodotti sottomarca.La crisi è la paura dei postini, di un debito, di una bolletta…La crisi è un ragazzo su cinque che non studia e non cerca lavoro, perché ha perso la speranza di trovarlo, lo dice anche l’Istat..La crisi è ripiegarsi su se stessi, senza più il coraggio di parlare, di piangere e di indignarsi, tanto va così.La crisi è vedere che i nostri padri, a quaranta anni, costruivano case e facevano contratti di miliardi, magari anche con molti errori, mentre noi ci arrabattiamo ad inseguire il salario di sussistenza..La crisi è un matrimonio celebrato in ritardo, con l’ansia di un salto nel vuoto e di un rischio, più che con la gioia di un investimento di vita.La crisi è una politica vecchia, incapace di rinnovarsi, che sfocia nella retorica e nel qualunquismo, ma che intanto si aumenta gli stipendi, senza che nessuno parli, per far dire a noi poveri fessi: si è vero, sono tutti uguali.La crisi sono tre ragazze tredicenni, magari con la prima sigaretta, all’ombra di una piazza vuota, su un mercato in disarmo:”Chi me la fa fare di studiare? Vedi Ruby, ok avrà pure fatto quello che ha fatto, ma ora è famosa, va in televisione, ha la Ferrari…”La crisi sono le risposte che non sappiamo dare, che ci muoiono in gola, perché ci sembrano cose retoriche. E da vecchi.Si dice che c’è un’altra Italia, oltre il Bunga Bunga e il ciarpame di una politica che deve affidarsi ai giudici per cambiare Governo, dove la sinistra in Cashmire è capace solo di Gran Visir, magari con i  baffi e la barca e manovre di palazzo.Si esiste un’altra Italia, quella che resiste, paga le bollette e tira la carretta, magari costruendo un sogno piccolo e minimo, che illumina l’oggi. E noi non ci arrendiamo.Una domanda, signori giudici: fate sempre il vostro dovere, perseguite i reati, laddove ci siano. Ma che fine hanno fatto le indagini sulle cooperative rosse?

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