lunedì, 18 dicembre 2017

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DOV’E’ L’EUROPA?

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La Libia è in fiamme, si parla di bombe sulla folla. Tutto il Nordafrica è in rivolta. Lampedusa scoppia.

 
L’onda libica non è ancora arrivata. Ma dov’è l’Europa? Come affronta la crisi? La affronta? Per ora si limita a timide dichiarazioni d’intenti. Abbiamo già affrontato il problema islamico che anima sottotraccia tutte le rivoluzioni del deserto.Anche su quello l’Europa deve fare pressione e prendere una posizione chiara per mantenere gli equilibri nell’emisfero, favorendo l’insorgere di una leadership moderata all’interno dei movimenti islamisti.Non è una missione facile, ma l’Europa sta ferma, aspetta. E l’Onu, nella sua impotenza urlata e inconcludente, somiglia sempre più alla vecchia Società delle Nazioni, travolta e spazzata via dalla Seconda guerra mondiale.È sempre esistita un’Europa a due velocità: prima Francia r Germania, poi tutti gli altri. L’Europa non ha un esercito proprio, una politica estera comune è ancora una chimera. Ognuno fa per sé, salvo poi a dire che l’Europa non fa niente.Per noi l’Europa è lontana, è la burocrazia di Bruxelles, è l’euro, la cui crisi è tutt’altro che superata, è il Patto si stabilità, con i suoi effetti negativi sull’agricoltura e sulla piccola e media impresa...L’Europa è lontana. Frotte di disperati premono alle nostre coste. Stiamo affrontando un’emergenza umanitaria dalle dimensioni ancora incalcolabile. L’Europa sta ferma, aspetta. I due fronti. Estremismo islamico e immigrazione, si fanno sempre più incandescenti. Le nostre imprese stanno abbandonando la Libia e tutto il Nordafrica. Bruxelles tace, sperando che non succeda l’irreparabile. Un grido spazza le piazze del mondo arabo: “Allah, è Grande!”.

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