giovedì, 20 settembre 2018

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DON MARCO, SE LE MUCCHE FOSSERO AZZURRE

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Marco Pacciana, anzi don Marco è sacerdote. Ha coronato il suo percorso di fede e di vita il 28 Maggio scorso nella cornice imponente e accogliente della cattedrale di Newark nel New Jersey.

Ma ogni fine è un nuovo inizio. Don Marco ha maturato la sua vocazione nell’ambito del Cammino Neocatecumenale, senza il quale (usa dire) non sarebbe mai arrivato al sacerdozio. E grazie a questa nuova e spesso non conosciuta realtà della chiesa che il Signore si è fatto presente nella sua vita e lo ha condotto lungo quella che sarebbe stata, la sua strada di uomo e di presbitero. Don Marco ha presieduto la sua prima Messa nella Parrocchia ‘Nostra Signora del Monte Carmelo’ nel Bronx, NY dove da undici anni frequenta il Cammino Neocatecumenale. A chi gli chiede se Dio avesse potuto chiamarlo alla vocazione sacerdotale anche senza il Cammino Neocatecumenale, don Marco risponde: “Sì, certo. E Dio avrebbe potuto fare anche le mucche azzurre, ma le mucche non sono azzurre”. Le difficoltà non sono mancate e non mancheranno, ma l’esperienza di don Marco come di tanti altri, dimostra come il Signore sigilli un patto d’amore con ognuno di noi e rimane sempre fedele alle Sue promesse. Come spesso capita, immaginiamo un Dio lontano, magari amorevole, ma troppo grande, troppo potente per scendere alle nostre miserie. Con l’ordinazione di don Marco, lo posso testimoniare perché ero presente, Dio si è fatto pane con noi e per noi e ci ha donato un momento di Grazia. Personalmente sono stato molto sollecitato dal punto di vista emozionale e abbastanza scosso. Ho visto la Grazia nei volti di chi c’era, l’ho riscoperta in tutti e ho riscoperto a volte la stoltezza di ripiegarsi su se stessi richiedendo un Dio esclusivo, quasi che tu fossi l’unico gratificato e santificato della Sua presenza. Il momento di comunione che ha coinciso con i giorni dell’ordinazione di don Marco ha scardinato molti i miei pregiudizi permettendomi di specchiarmi negli altri e chiamandomi all’affido e all’umiltà. Né il presbiterato né la testimonianza è un momento facile, né dobbiamo credere che tutto da oggi in poi sarà bello e pieno di Grazia, anzi. Ma se riusciremo comunque a preservare il ricordo di quello che è stato come Misericordia di Dio, forse avremo fatto un piccolissimo passo avanti. Se riusciremo a guardare dentro le cose, anche in quelle che non ci piacciono, con uno spirito nuovo di curiosità e accoglienza, forse saremo pronti a crescere anche nella fede. Non ci rimane che auspicare a Don Marco Pacciana un augurio tutto ginosino all’insegna dei doni della nostra buona terra: buon presbiterato Don Marco, nelle “vigne del Signore”, tra le pecore smarrite e le… mucche azzurre, se Dio vuole!

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