martedì, 24 aprile 2018

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IL DISLESSICO: UN BAMBINO INCOMPRESO

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Non sa leggere, la tabellina non gli sta in testa, scrive male e sbaglia la sequenza delle sillabe. Inverte le lettere, confonde la b con la p, non si accorge delle doppie, la poesia o la filastrocca sono un rompicapo, impossibile ricordarle a memoria per quanti sforzi si facciano.

 

Il grado di attenzione è pregiudicato, con conseguente atteggiamento di  iperattività e notevoli insuccessi sul comportamento e la condotta. Ecco il dislessico: un bambino incompreso. Un tempo fa, ma non tanto lontano, di fronte ad un bambino così il verdetto era inappellabile: «È svogliato». «È pigro». «La scuola non fa per lui, mandatelo a fare lo spazzino». Chiediamo scusa agli spazzini ma soprattutto a quei bambini incompresi e umiliati dall’inconsapevolezza e anche dall’ignoranza di insegnati distratti. Oggi si sa che quel bambino potrebbe essere dislessico.

La dislessia è un Disturbo specifico dell'apprendimento che riguarda almeno il 5% della popolazione scolastica, eppure se ne parla ancora troppo poco e, soprattutto, poco si fa per individuare ed aiutare questi alunni. La dislessia non è un handicap, non riguarda gli insegnanti di sostegno, ma tutti i docenti.

Cos'è la dislessia?

È un disturbo specifico dell’apprendimento che si rileva in bambini con intelligenza nella norma o brillante, in assenza di problemi neuro-sensoriali e a prescindere dall’ambiente socio-culturale di appartenza.

È presente sin dalla nascita, ma si evidenzia solo all’inizio del percorso scolastico: dopo un lasso di tempo “ragionevole”, cioè i primi due anni della scuola primaria, solitamente le abilità di lettoscrittura sono acquisite, ma così non è per i bambini dislessici.

Persistono infatti difficoltà oggettive nella lettura, nella scrittura e a volte nel calcolo, difficoltà che sono riconducibili ad una parziale o addirittura mancata AUTOMATIZZAZIONE nella conversione dei segni/simboli in suoni e viceversa.

Questa difficoltà può essere più o meno intensa e circoscritta alla lettura, alla scrittura, oppure, sebbene più raramente, al calcolo, ma più spesso investe più ambiti. In generale si parla, infatti, di D.S.A. (disturbo specifico di apprendimento) che può comprendere dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia...

Se pensiamo a quando abbiamo imparato a guidare l’auto e alla difficoltà di automatizzare la posizione delle marce sul cambio e quella dei pedali, possiamo farci un’idea del grande problema e del disorientamento di un bambino dislessico.

Quando legge, ogni lettera, ogni sillaba, ogni parola è una grande difficoltà da superare, dato che l’automatismo visivo, la parola scritta globale non c’è nella sua mente….. è come se il bambino dislessico vedesse ogni parola e la successione di sillabe per la prima volta.

Questo comporta un impegno considerevole, un enorme sforzo senza risultati accettabili, ma con grande affaticamento e frustrazione.

// Ne consegue, ovviamente, che il bambino avrà un pessimo rapporto con i testi scritti e sarà molto lento nella lettura e/o nella scrittura, persino nel copiare dalla lavagna.

Per insegnanti e genitori c’è il rischio di giudicare erroneamente il bambino dislessico come “pigro”,“distratto” e “svogliato” anche perché, ovviamente, lui cercherà di evitare il più possibile le situazioni in cui gli si richiede di decodificare un testo scritto e spesso assumerà per reazione atteggiamenti rinunciatari o di sfida, dovuti ad ansia da prestazione e ad una scarsa autostima.

Le difficoltà di codifica/decodifica comprometteranno la comprensione del testo e l’acquisizione delle conoscenze nella maggior parte delle materie, dato che nella nostra cultura la parola scritta ha un ruolo predominante.

Oltre a questi grandi problemi, i bambini dislessici possono avere altre difficoltà, concomitanti a quelle già citate:

*Disturbi nell’organizzazione dello spazio

*Disturbi del linguaggio

*Disturbi nella coordinazione motoria

*Disturbi nell’esecuzione di procedure

*Disturbi nella memoria di lavoro

*Disturbi dell’attenzione e iperattività

*Disturbi del comportamento e della condotta

Questi sono, in generale, i “sintomi” che possono far presagire ad un insegnante che un certo alunno potrebbe essere affetto da dislessia.

La diagnosi naturalmente può essere fatta solo da specialisti, attraverso test specifici, ma vi sono diversi indizi, come ad esempio certi errori caratteristici, che possono essere focalizzati per tentare di vedere più a fondo nel problema. E' fondamentale che gli insegnanti si accorgano di questi segnali e che vengano fatti al più presto i test di accertamento: prima si interviene con la logopedia e con attività didattiche appropriate e meglio è! L'autostima di questi bambini è duramente minacciata dagli insuccessi e dalla consapevolezza che NONOSTANTE i loro sforzi, non riescono a raggiungere i risultati attesi...

Inoltre, le Circolari Ministeriali parlano chiaro: i bambini con DSA hanno DIRITTO a strumenti compensativi e dispensativi, sia nella fase di apprendimento che in quella di verifica.

Alcuni consigli  agli insegnanti per aiutare i bambini dislessici:

1) Corredare il testo di immagini, schemi, tabelle, ma in modo chiaro e lineare, senza "affollare" le pagine.

2) Usare le intestazioni di paragrafo per i testi lunghi.

3) Usare se possibile lo STAMPATO MAIUSCOLO. E' più facilmente leggibile (perchè stanca meno la vista) per chiunque!

4) NON usare l'allineamento giustificato: lo spazio variabile tra le parole non aiuta i loro movimenti saccadici.

5) Non spezzare le parole per andare a capo.

6) Andare spesso a capo, magari dopo ogni punto di sospensione (capoversi).

7) Distanziare sufficientemente le righe (usare un'interlinea abbastanza spaziosa).

8) Usare fonts del tipo "sans sarif", cioè "senza grazie".

Il Times New Roman, ad esempio, è quello che di default si utilizza in Word, ma non è indicato. Nel nostro Pc ci sono già fonts sans sarif, basta controllare che abbiano segni "puliti", senza lineette aggiuntive, come ad es. il Comics, il Verdana, il Georgia, l'Arial.

Un elenco dei sans sarif più comuni lo potete vedere qui (tratto dal sito http://www.graficainlinea.com/pagine/grafica/Font.html)

 

 

 

 

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