martedì, 13 novembre 2018

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LA MUSICA COME METODO DI APPRENDIMENTO

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“Bambino: dimmi come ti amano e ti dirò cosa sarai da grande.”

E’ nota la vicenda di questi ultimi giorni, della bambina barese vissuta per anni in stato di degrado e trattata come un cane e per la quale qualche giorno fa era stata chiesta l'archiviazione poi ritirata per volontà del procuratore. La bambina viveva in totale stato di abbandono, in una cuccia, non sapeva parlare, abbaiava, e mangiava nella ciotola del suo cane. Questa però è un’altra storia, di maltrattamento e violenza. Diversa, da ciò che dovrebbe essere la cura e l’attenzione che i genitori possono offrire nel difficile ruolo di formare, ma prima ancora amare i propri figli.

Crescere e imparare con la musica: con le note si migliora l'apprendimento, si favorisce lo sviluppo cerebrale e si riduce lo stress in bambini svantaggiati, che vivono in famiglie povere e spesso finiscono per avere più difficoltà a scuola. Lo dimostra uno studio condotto da Helen Neville, dell'Istituto di Neuroscienze dell'università dell'Oregon negli Stati Uniti: l'esperta ha coinvolto 141 bimbi con meno di sei anni e i loro genitori, scegliendoli in famiglie di basso livello socioeconomico. Alcuni sono stati sottoposti per otto settimane a un training “musicale”, attraverso sedute di ascolto e suono della musica a cui partecipavano sia i piccoli che i genitori; gli altri hanno partecipato a programmi meno specifici mirati al miglioramento dell'attenzione nei bimbi o alla semplice frequenza della scuola materna. Al termine dei due mesi di test i risultati ottenuti dai bimbi che sono venuti a contatto con la musica sono stati nettamente migliori: erano più attenti, avevano un comportamento più tranquillo e competenze sociali migliori, erano meno stressati, pure i loro genitori avevano imparato a stare con i loro figli in maniera più costruttiva e positiva. Numerosi studi sulle risposte cerebrali all'ascolto delle note, infatti dimostrano che la musica suscita emozioni attraverso l'attivazione di una via specifica del cervello, il sistema dopaminergico mesolimbico, coinvolta anche negli effetti gratificanti dei piaceri della vita (cibo, sesso) e delle sostanze d'abuso (alcol, eroina, cocaina).
Purtroppo la performance scolastica dei bambini può essere in larga parte “prevista” semplicemente considerando il livello socioeconomico e lo stipendio dei genitori: quasi ovunque la povertà riduce le probabilità di successo scolastico. Per questo è importante pensare a programmi per migliorare l'apprendimento mirati a bambini delle fasce sociali svantaggiate. Sappiamo che il cervello è “plastico”, molto malleabile: in grado diverso e con tempi variabili, i sistemi cerebrali possono essere “spinti” a migliorare fornendo loro il giusto tipo di stimoli.
La musica è uno di questi: riesce infatti ad aumentare le capacità di attenzione selettiva e sappiamo che ha un impatto estremamente positivo sullo sviluppo cerebrale generale».(Domenico Pellegrini-Giampietro, farmacologo dell'Università di Firenze) Gli effetti sono a lungo termine: poche settimane fa una ricerca pubblicata sulla rivista Neuropsychology ha dimostrato che ascoltare spesso musica e imparare a suonare un strumento da piccoli consente di arrivare alla terza età con un cervello più in forma, con un minor rischio di deficit cognitivi e demenza.

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