martedì, 13 novembre 2018

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L’AUTODETERMINAZIONE E I MODELLI COMPORTAMENTALI

bisogni

L'articolo si propone di delineare il concetto di autodeterminazione riferendo le teorie più accreditate in ordine alle spinte motivazionali che costituiscono il presupposto per l'adozione di comportamenti autodeterminati.

La capacità degli individui di adottare comportamenti autonomi, orientati all'obiettivo e autoregolati è stata sintetizzata – da alcuni autori (Deci e Ryan, 1985) – con il termine Self-determination, tradotto in italiano come "autodeterminazione". L'autodeterminazione è la propensione naturale – sulla base del personale mix di conoscenze, competenze e convinzioni – propria di tutti gli individui di determinare in modo libero e autonomo il futuro. In termini psicologici, l'autodeterminazione – secondo Quaglino (1999) – è definibile come la percezione di poter essere liberi nelle proprie scelte e artefici delle proprie azioni. Ma come sono gli individui autodeterminati? Da dove nasce il concetto di Self-determination? I comportamentisti sottolineano il rafforzamento come il principale meccanismo per stabilire e mantenere un comportamento. Definiscono il rinforzo come qualsiasi cosa che aumenti o mantenga la frequenza di un comportamento ogni volta che quel comportamento è messo in atto. La maggior parte dei modelli comportamentisti si è evoluta in forme più complesse che prendono in considerazione i pensieri e le intenzioni di coloro che apprendono.
La misura secondo la quale l’impegno nel compito può essere motivato dalla disponibilità del rinforzo dipende dalla misura in cui coloro che apprendono attribuiscono valore al rinforzo, si aspettano che venga conferito una volta completato il compito, si ritengono in grado di portare a compimento il compito con successo e sono convinti che agire in questo modo per avere accesso al rinforzo varrà i costi in termini di tempo, di impegno e di opportunità di intraprendere percorsi d’azione alternativi. Tra le prime teorie motivazionali ci sono le cosiddette teorie dei bisogni. Queste teorie spiegano i comportamenti come risposte a bisogni sentiti. Tali bisogni possono essere sia innati e universali (sonno, fame, sete…), sia appresi attraverso l’esperienza del singolo (autorealizzazione, potere). Maslow (1962) ordina tali bisogni nel modo seguente:
(1) Bisogni fisiologici (sonno, sete).
(2) Bisogni di sicurezza (libertà dal pericolo, dall’ansia o dalla minaccia psicologica).
(3) Bisogni di affiliazione (accettazione da parte dei genitori, degli insegnanti, dei compagni).
(4) Bisogni di stima (esperienze di padronanza, di fiducia nelle proprie abilità).
(5) Bisogni di autorealizzazione (autoespressione creativa, soddisfazione della curiosità).

Detto modello gerarchico, implica che i vari bisogni inferiori siano soddisfatti prima di quelli di ordine superiore. Un bisogno non diviene motivante finchè non sono soddisfatti i bisogni di ordine inferiore. La teoria dell’autodeterminazione di Edward Deci e Richard Ryan (1985, 1991) si basa sul presupposto che le persone, quando sono motivate, si prefiggono di realizzare qualcosa e per questo intraprendono un’azione orientata all’obiettivo. Se l’azione è autodeterminata l’individuo la vive come liberamente scelta e emanante dal proprio sé. Ciò implica nell’individuo stesso, l’insorgere di curiosità, esplorazione, spontaneità e interesse nei confronti del proprio ambiente. La teoria della motivazione intrinseca pone come basi motivazionali il bisogno di conoscenza, inteso come la volontà di risolvere le contraddizioni e le lacune degli schemi già consolidati, e il bisogno di successo, inteso come la capacità di padroneggiare e controllare l’ambiente, di sentirsi competenti ed efficaci.
Per Mc Clelland la motivazione scaturisce da una spinta innata secondo tre principi, ovvero l’achievement, il potere e l’affiliazione. L’achievement può essere inteso come il bisogno di realizzare e di dimostrare competenza e padronanza; la responsabilità per la ricerca di soluzioni; la tendenza a fissare obiettivi impegnativi e ad assumere rischi calcolati; il desiderio di feedback chiari e diretti. Il potere è invece il bisogno di controllare il proprio lavoro e quello degli altri, di avere impatto, di essere influente. L’affiliazione è il desiderio di essere amati ed accettati. Tale modello non è gerarchico. 

Commenti  

 
0 #1 social network 2015-12-16 00:38
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