martedì, 13 novembre 2018

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L’INFLUENZA DELLE EMOZIONI NEGATIVE NELLO SCOLARO

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La qualità dell’esistenza di ogni individuo è influenzata dal modo in cui egli apprende, fin dai primi anni, ad affrontare le proprie emozioni.

Se nella persona prevalgono reazioni emotive distruttive, queste assumeranno un ruolo centrale nel corso del suo sviluppo e avranno ripercussioni di lunga durata sulla sua vita adulta. Un momento centrale nell’insorgenza di problematiche connesse alle emozioni è rappresentato dal periodo dell’infanzia e dell’adolescenza, coincidente con gli anni della formazione scolastica. Durante questa fase dell’esistenza, esperienze emotive negative vissute dal bambino/adolescente produrranno l’instaurarsi di relazioni insoddisfacenti con i compagni di scuola e con gli insegnanti e avranno un’influenza rilevante sull’apprendimento e sulla motivazione allo studio. Quanto più mettiamo uno studente in grado di vivere emozioni positive in ambito scolastico, tanto più lo aiuteremo ad imparare; infatti, se lo studio viene associato a stati d’animo piacevoli, sarà stimolata la capacità di partecipazione attiva dell’alunno al processo di apprendimento. Chi ha avuto a che fare con bambini all’inizio della scuola elementare avrà constatato che molti di essi si accostano all’apprendimento con un notevole entusiasmo che va però riducendosi con il passare del tempo, anche a causa del fatto che gli insegnanti spesso non sono in grado di facilitare l’esperienza di emozioni positive nel contesto scolastico. Più in generale, occorre tenere presente che un’eccessiva tensione emotiva interferisce negativamente sull’efficacia di molte prestazioni: infatti, se il bambino è troppo teso e coinvolto, il suo rendimento diminuirà in qualsiasi attività, anche in quelle sportive, artistiche o di altro tipo. Le emozioni, inoltre, interferiscono con le attività mentali: funzioni cognitive quali la capacità di concentrazione, la capacità mnestica e l’attenzione, sono influenzate negativamente da un’eccessiva tensione emotiva, che rende difficile focalizzare bene la propria mente su ciò che si deve apprendere. Le emozioni influenzano anche i rapporti interpersonali: studenti che, ad esempio, manifestano un livello eccessivo di aggressività riceveranno spesso risposte altrettanto aggressive, oppure tenderanno a essere evitati o allontanati; se invece è presente un’eccessiva timidezza, lo studente avrà difficoltà ad inserirsi nel gruppo e potrebbe trovarsi socialmente isolato. E’ inoltre da considerare il fatto che le emozioni dominanti finiscono per determinare il clima psicologico della classe: determinate emozioni negative, se si manifestano con elevata frequenza e intensità, possono creare un clima di classe negativo che logora gli insegnanti e rende difficile il processo di apprendimento. Rimane infine da tener presente che le emozioni più frequenti diventano modalità di risposta abituali: quindi se abbiamo studenti che spesso provano ansia di fronte a interrogazioni o compiti in classe, è molto probabile che tale ansia, in assenza di un intervento specifico, si consolidi anche negli anni successivi; lo stesso vale anche per altre emozioni quali, ad esempio, l’ostilità o la tristezza che se non vengono affrontate adeguatamente finiranno per diventare parte stabile del repertorio emozionale dello studente. I più recenti contributi nell’ambito della prospettiva cognitivo-comportamentale hanno evidenziato che i meccanismi psichici che governano le reazioni emotive sono da identificare come meccanismi cognitivi, cioè modalità di pensiero. Ed è proprio aiutando il bambino a correggere gli errori presenti nel suo modo di rappresentarsi la realtà che possiamo metterlo in grado di superare emozioni spiacevoli. Per questo, la maggior parte dei programmi di prevenzione messi a punto in questi ultimi dieci anni, prendono in considerazione il rapporto esistente tra pensiero ed emozione e si muovono appunto dalla constatazione che è possibile favorire il benessere emotivo del bambino insegnandoli, quanto prima possibile, a pensare in modo corretto.

BIBLIOGRAFIA • Di Pietro M. – “L’educazione razionale-emotiva“ – Erickson, 1992. • Di Pietro M. – “L’ABC delle mie emozioni“ – Erickson, 1999.

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