sabato, 18 novembre 2017

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L’INTERROGATIVO. RIVOLUZIONE SI’ O NO?

camionisti

Il blocco dei giganti su ruote, cui si aggiunge lo sciopero dei benzinai confermato per altri 9 giorni, quello dei pescatori, in più lo sciopero generale del 27 gennaio ove rimarranno fermi treni, aerei, navi e mezzi pubblici stanno veramente mettendo in ginocchio il Paese, da nord a sud.


Supermercati sprovvisti, carburante mancante, Fiat ferma e così via... Disagi e caos lungo tutto il Bel Paese. D’altronde, una seria rivolta non era ciò che auspicavamo da un po’ di tempo? Si sperava in una pacifica ribellione, ma è anche vero che una rivoluzione “pulita” è utopia.
Il fine, tinto di azioni anche violente in odore di tirannia, macchiato del sangue di un manifestante travolto da un tir e qualche ferito, giustifica i mezzi? Non approviamo qualsiasi genere di violenza e prepotenza, ma sembra che atti di forza siano inevitabili. Arrivati a questo punto. Tante le reazioni del popolo del Web, diviso tra favorevoli e contrari. Ora che effettivamente il manifestato malcontento degli autotrasportatori echeggia forte e chiaro, tanto da mettere in crisi la Nazione, le opinioni degli italiani sono del tutto contrastanti. Tra queste non mancano i commenti satirici.
Mitico quello che dice: ”Amore non posso uscire, non ho benzina” “Prendi un taxi”.
Diverso un altro messaggio che dice: “Grazie agli autotrasportatori siete riusciti a fare quello che i giovani italiani non hanno avuto la forza di fare.”
Anni di manifestazioni e proteste non hanno finora sortito alcun esito positivo, anzi. I soliti politicanti passano da una poltrona all’altra, mentre il Popolo paga.
Gli italiani parlano, parlano, ma poi, a fatti compiuti, non sono disposti concretamente ad affrontare sacrifici, a stringere veramente i denti, anche rimettendoci individualmente, pagando le scomode conseguenze prodotte da uno scompiglio simile.
Sconvolgimento che, forse, potrebbe migliorare la qualità di vita comune alla maggioranza, non solo di una categoria che oggi sbarra l’Italia. Tanto, fra non molto, i gravi disagi saranno quotidiani: non avremo comunque moneta sufficiente per comprare cibo.
Ce ne faremo un baffo di supermercati riforniti e distributori strabordanti di benzina.
Sappiamo solo lamentarci?
Muti, allora.
Oppure dobbiamo pedalare.
Conclusione: revolution, sì o no?

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