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L’INTERROGATIVO. IL TEMPO È DENARO?

iltempoedenaro

I cambiamenti sociali che hanno interessato l’ultimo secolo hanno contribuito a trasformare il tempo in una risorsa “scarsa”, da utilizzare con estrema attenzione.

Avere poco tempo o pensare di non averne abbastanza – per molte persone – rappresenta la principale causa di stress.
L’affermazione di Benjamin Franklin: “il tempo è denaro”, ormai, fa registrare un sempre maggiore consenso. Utilizzando le variabili tempo e denaro, possiamo suddividere la popolazione in quattro gruppi:

- Ricchi di tempo e di reddito: è il gruppo più privilegiato che può permettersi di avere tempo libero anche di mattina da dedicare ad attività piacevoli. Sono soggetti con storie e percorsi di vita molto particolari (es. benestanti, pensionati ad alto reddito);
- Ricchi di tempo e poveri di reddito: Sono soggetti senza lavoro o con lavori occasionali che per scelta o costrizione hanno molto tempo a loro disposizione;
- Poveri di tempo e ricchi di reddito: sono principalmente gli uomini che lavorano per molte ore al giorno;
- Poveri di entrambe le risorse: sono prevalentemente donne perché coinvolte dal lavoro domestico e dall’educazione e gestione dei figli.

In passato, la popolazione si divideva tra ricchi di tempo e di reddito e poveri di tempo e reddito. Attualmente, secondo Lindskog e Brege (2003) la popolazione lavorativa è composta per la maggior parte di poveri di tempo e ricchi di reddito e ricchi di tempo e poveri di reddito. Jäckel e Wollscheid (2007) hanno messo in relazione queste quattro categorie con la “soddisfazione di vita” e hanno scoperto che sono i ricchi di tempo e poveri di reddito a dichiarare la maggiore soddisfazione, mentre i meno soddisfatti sono i poveri di tempo e ricchi di reddito. Parafrasando Benjamin Franklin, sembrerebbe che il tempo valga molto di più del denaro! Secondo Fontana (2005) essere soddisfatti del proprio tempo produrrebbe numerosi effetti benefici: aumento dell’efficienza e dell’efficacia, aumento del tempo libero, maggiore soddisfazione lavorativa e una riduzione dello stress. Secondo Durso (2007) non è la quantità del tempo a disposizione che fa la differenza rispetto al benessere ma la qualità e – in qualche modo – la capacità di gestione che favorisce un maggiore equilibrio.
E tu in quale categoria ti rivedi? Che valore dai al “tuo” tempo?

Commenti  

 
0 #1 Verdiana 2011-09-01 12:34
Vale, vale moltissimo il mio tempo. Vale oro e diamanti!
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