lunedì, 18 dicembre 2017

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DONARE IL CORDONE OMBELLICALE? COSA ASPETTI!

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Per chi non lo dona: un tesoro sprecato! Donare il cordone ombelicale è un atto di grande generosità, per la vita. La Puglia vanta il primato nazionale nella donazione.

L’Aisco-Puglia (Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale) sezione regionale in Puglia, nasce nel 2007, grazie e un gruppo di medici, sensibili al problema della donazione. In questi 4 anni, si è svolto un programma di sensibilizzazione sul territorio. Dopo l'istituzione da parte della regione Puglia della "Banca del sangue cordonale" a San Giovanni Rotondo nell'ottobre del 2007 sono stati attivati 14 centri di raccolta più due sezioni territoriali a Bisceglie ed a Bari. Una ulteriore sezione territoriale è stata approvata a Trani, mentre è in via di attivazione una sezione a San Marco in Lamis. Ultimamente si sono avviate trattative e contatti con l'Avis di Taranto e con i Rotary Clubs di Brindisi per l'attivazione di sezioni territoriali in queste provincie per una completa copertura di tutto il territorio regionale.

L’ Aisco-Puglia, presieduta dal Dottore Giuseppe Garrisi, dottore specialista in ostetricia e ginecologia, specialista in chirurgia apparato digerente ed endoscopia digestiva, dirigente unità operativa di ostetricia e ginecologia presso la clinica San Francesco di Galatina, ha già ottenuto risultati eccellenti. Basti pensare che nel 2009 ha raccolto 2451 unità, 645 delle quali bancate come si dice in gergo, ossia congelate e stoccate. Un risultato che ha fatto conquistare alla Puglia il primato italiano.

Ma che cos'è il sangue cordonale? Il sangue del cordone ombelicale è quello che rimane nella placenta e nel cordone dopo la recisione che avviene al momento della nascita di un bambino. Questo sangue, normalmente scartato assieme alla placenta, è la terza fonte, dopo il midollo osseo e il sangue periferico (cioè il sangue dei vasi sanguigni), di cellule staminali emopoietiche, cellule che generano i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, utili alla cura di malattie del sangue e del sistema immunitario.

La raccolta del sangue cordonale viene effettuata dopo la nascita del bambino e dopo il taglio del cordone ombelicale. Un sangue ricco di cellule staminali emopoietiche, le stesse del midollo osseo, in grado di aiutare moltissime persone malate. Le malattie che si possono curare, sono quelle del sangue, ossia quelle del sistema emopoietico, come leucemie, linfomi, mielomi, talassemie e alcuni disturbi congeniti del metabolismo". Prelevare il sangue del cordone ombellicale non è una pratica dolorosa e non comporta alcun rischio né per la madre, né per il neonato. La donazione non sottrae al bambino risorse di sangue. Il tipo di parto praticato (naturale o con taglio cesareo) non influisce sulla donazione. Per quanto riguarda i parti prematuri, invece, i medici sconsigliano il prelievo del sangue dal cordone per nascite avvenute prima della 34esima settimana. Questo per tutelare la salute del neonato ed evitare rischi di anemia e riduzione delle riserve di ferro.

Tutte le neomamme possono donarlo, a patto che godano di un buono, e certificato, stato di salute. Questo sia per tutelare il benessere della mamma e del bambino, sia per dare garanzie alla comunità alla quale le cellule staminali (contenute nel sangue del cordone ombelicale) sono rivolte.

Il ministero della Salute, pertanto, esclude la possibilità di donare il sangue cordonale in casi eccezionali. Infatti per donare il sangue del cordone ombelicale è necessario essere in buone condizioni di salute, in modo tale da minimizzare il rischio di trasmettere malattie al ricevente. Come per le donazioni di sangue, esistono condizioni cliniche e comportamenti a rischio che ne precludono l’effettuazione.

Alcuni criteri riguardano l’esistenza di varie patologie a carico dei genitori e/o famigliari: vengono rilevati con criteri anamnestici mediante dettagliati questionari clinici compilati dal personale sanitario durante il colloquio d’intervista con la donatrice. Altri criteri di esclusione alla donazione sono di natura ostetrico/neonatale e vengono valutati dal personale medico e ostetrico durante la gestazione e al momento del parto:

• gestazione inferiore a 34 settimane;

• rottura delle membrane superiore a 12 ore;

• febbre della madre superiore a 38° al momento del parto;

• malformazioni congenite del feto;

• stress fetale

Donare il sangue contenuto nel cordone ombelicale, mettendolo a disposizione della comunità, aumenta le possibilità di cura delle persone affette da malattie trattabili solo attraverso un trapianto di cellule staminali emopoietiche (cellule non ancora specializzate in grado di trasformarsi in globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Rientrano in questo elenco malattie come le leucemie, i tumori, le malattie genetiche, le aplasie midollari (insufficiente sviluppo di cellule), le immunodeficienze (malfunzionamento del sistema di difesa naturale dell'organismo). Studi scientifici hanno dimostrato che la donazione solidaristica o eterologa (messa cioè a disposizione della comunità) è molto utile per la cura di malattie del sangue. Introducendo, con un trapianto, nella persona ammalata cellule sane provenienti da un altro individuo, può aiutare ad aumentare le difese naturali dell'organismo e a reagire meglio alla malattia. Alcuni tipi di malattie, come quelle genetiche, possono essere curate solo con l'impianto di cellule sane prelevate da un altro individuo. In questo caso l'autotrapianto di staminali sarebbe del tutto inutile perché si rischierebbe di immettere nell'organismo le stesse cellule malate già presenti nel soggetto. Tutti i dati personali di chi dona sono inseriti nella banca in forma anonima, in un registro al quale possono accedere tutti gli ospedali del mondo.

Gli obiettivi futuri di Adisco-Puglia, sono quelli di poter estendere la donazione con la creazione, da parte della regione Puglia, di ulteriori centri di raccolta. L'ideale sarebbe quello di estendere la raccolta a tutti i punti nascita della regione o almeno ai punti nascita da 300 parti anno in su, per mettere tutte le donne di Puglia, nella condizione di poter donare, senza alcuna discriminazione e per impedire, in assenza della possibilità di donare, il proliferare delle banche private all'estero che rappresentano, per quanto detto prima, un vero e proprio business.

A luglio scorso una unità di sangue compatibile è stata inviata a Nancy, in Francia, e ha salvato la vita di un bambino di 8 anni affetto da leucemia.

INFORMAZIONI: Presidente regionale Aisco-Puglia (Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale): dottore Giuseppe Garrisi, dottore specialista in ostetricia e ginecologia, specialista in chirurgia apparato digerente ed endoscopia digestiva, dirigente unità operativa di ostetricia e ginecologia presso la clinica San Francesco di Galatina.

Centri Adisco-Puglia: Denominazione della banca: BANCA CORDONALE REGIONE PUGLIA Nominativo da contattare per informazioni: Dr. Lazzaro di Mauro e Dr. Michele Santo di rocco Giorno/i e orari per il contatto: dal lunedì al sabato dalle 11:00 alle 13:30 n. tel. 0882/416206

Indirizzo e-mail per chiedere informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;

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CENTRI OSPEDALIERI AUTORIZZATI ALLA RACCOLTA SCO NELLA REGIONE PUGLIA: N° 14

ACQUAVIVA DELLE FONTI – Ospedale Miulli

BARI – Policlinico

BARI – Ospedale di Venere

BARI – Ospedale San Paolo

BARI – Clinica Santa Maria

BISCEGLIE - Ospedale Vittorio Emanuele II

BRINDISI – Ospedale Perrino

CORATO – Ospedale Civile Umberto I

FOGGIA – Ospedali Riuniti

LECCE – Ospedale Vito Fazzi

PUTIGNANO – Ospedale S.M.M. Laureto

SAN GIOVANNI ROTONDO (FG) – Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza

TARANTO – Ospedale S.S. Annunziata

TRICASE (Le) – Ospedale Pia Fondazione Card.G. Panico

 

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