domenica, 24 settembre 2017

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IL BIGLIETTO DA VISITA DEL FUTURO

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Piacere, Marco Rossi… mi scusi ha un biglietto da visita?

Sin dalle antichità nei cerimoniali cinesi, ogni persona che si recava a visitare un mandarino, si annunciava con una striscia di carta, sulla quale erano riportati il suo nome e gli eventuali attributi e titoli referenziali.  Il biglietto da visita fu inventato in Francia attorno al 1700. Mentre in Italia iniziarono a diffondersi attorno al 1730.


Oggi senza ombra di dubbi il biglietto da visita è uno strumento utile per farsi conoscere e diffondere i propri contatti, ma… qual è il biglietto da visita del futuro che non rischi di smarrire ed è sempre disponibile in ogni dove? Un sito web. Qualcuno ha ancora dei dubbi?

 

Oggi, per un’azienda, il sito internet è utile quanto un biglietto da visita, gradito e indispensabile in diverse circostanze. Sicuramente in Italia, paragonandolo al biglietto da visita, un sito web non ha avuto l’importanza che può avere in Giappone, dove il biglietto da visita è la prima cosa che si scambia, in una relazione di affari. Sapete perché? Perchè un sito internet, per come lo si è concepito fino ad’ora, è solo un optional: servito poco e male. Ma urge cambiare questa mentalità.

E’ vero, in tempo di crisi siamo arrivati ad un punto morto e le imprese fanno fatica ad andare oltre. Si vede di tutto. Siti vecchi, brutti, mal concepiti, mal scritti. Però ancora lì online, come se tanto, ‘non importa un fico secco a nessuno. Sono costi superflui e in un momento di recessione come questo, si taglia dove si può’. In quel caso sarebbe opportuno addirittura togliere tutto. Oscurare i siti immondizia. Meglio niente che un “obbrobrio” che porta danno all’immagine aziendale. Consiglieremmo, una semplice pagina con un logo centrale e una frase spiritosa che risulterebbe meglio di tanti siti vecchi e nuovi, assolutamente improponibili: orrori della comunicazione sul web.

Per i dubbiosi o per ‘i poco informati’ del mondo web e del marketing del futuro: il sito internet serve?  La risposta è ovvia. E’ certo che serve: senza ombra di dubbi!

E allora, come potrebbe cambiare la mentalità erronea del passato e migliorare la gestione di un sito web?

Il sito è la porta di ingresso principale, la vetrina di presentazione dedicata al pubblico, che entra direttamente a casa di tutti. E non è poco. E’ ora che le aziende si rendano conto, che siamo nell’era della condivisione pubblica soprattutto del proprio progetto imprenditoriale.

Un sito non curato, creato o gestito da finti esperti o professionisti di dubbia capacità o peggio da ‘ragazzini’ che si improvvisano web master non ha futuro e non sortisce le aspettative di un’azienda. E’ un fallimento che fa scappare il pubblico virtuale.

Senza pubblico: niente progetto, niente denaro, niente investimenti, niente squadra.

La risposta psicologica di massa, è lo specchio di ciò che è stato creato o sta accadendo. Un progetto imprenditoriale non è più fine a se stesso ma è fortemente legata al plauso del pubblico a cui l’impresa mira. Niente pubblico, niente fatturato, persi gli investimenti, niente impresa.

Il pubblico deve poter entrare nell’azienda, condividerne il progetto e fare da viatico alla diffusione del progetto stesso. Il pubblico sceglie ed è sovrano.

Ma cosa c’entrano queste realtà con un sito internet? Semplicemente, il sito internet è la migliore occasione, anzi la più grande opportunità per trasformare un inutile, banale biglietto da visita in uno strumento di persuasione sociale.

Di un’azienda serve sapere certamente che produce ad esempio abiti da cerimonia, di una certa bellezza e di una certa qualità. Ma ve ne sono anche altre di aziende concorrenti che producono lo stesso prodotto magari a prezzi più concorrenziali. Ed è qui che si gioca la partita. Convincere il pubblico che il proprio prodotto ha vantaggi competitivi, oltre al valore del prodotto stesso. Perchè il prodotto è l’espressione autentica dell’impresa che lo produce e quindi non si vende più il prodotto ma l’impresa stessa.

Soprattutto nei rapporti B2B (business to business), non è importante per il possibile acquirente sapere che macchina produci o che prodotto produci o che servizio produci, ma gli importa sapere come gli “risolvi il suo problema” e che “vantaggio” ne trarrà in prospettiva futura. Significa condividere un progetto con la committenza fidelizzandola, lavorando con la forza delle idee e del proprio know how e cioè significa mettersi in gioco su un “completamente differente” rispetto al passato.

Quindi, produrre un sito internet, non è più un “giochino simpatico e divertente”, per dar libero sfogo a qualche bravo creativo designer, ma in un sito internet è in gioco l’impresa nella sua totalità, nella sua capacità di comunicare, di convincere e di dare risposte. Chi non rispetterà queste serie regole di base, sarà tagliato fuori non solo dal web, ma anche dal mondo reale, perché oggi un sito web sbagliato, è l’immagine di un’azienda sbagliata, non competitiva e non al passo con i tempi.

Ma allora, un sito internet, serve davvero? La risposta è che un sito internet serve, nel momento in cui riesco a dare risposte reali ad esigenze reali, coinvolgendo la massa spettatrice nell’esercizio dell’impresa. Altrimenti non serve ed è un inutile investimento controproducente. Meglio allora scrivere quattro chiacchiere qua e là o postare immagini di scarsissima qualità accompagnate da slogan “fatti in casa” su facebook (strumento utilissimo per piccole o grandi imprese, ma che bisogna saper usare, per non compromettere l’immagine e professionalità aziendale), oppure mandare in giro, a inzozzare le strade cittadine o a far marcire nelle pattumiere casalinghe, migliaia di inutili volantini da tempo superati.

Il pubblico osserva e tira le sue conclusioni per quel che vede. E se vede qualcosa di sbagliato o arrangiato, il giudizio sarà impietoso e noi pubblicitari lo sappiamo bene, quanto costa in termini di energie umane e di investimenti una campagna di riposizionamento di un marchio.

Internet, sì e di più, con un occhio realistico al mondo del bussines che sta cambiando.

Compreso? E ci riferiamo soprattutto a coloro che di Internet non ne sono informati e hanno delle riserve perché timorosi di non “imparare mai”, confusi dall’ eterno dilemma di una domanda martellante: “che cosa è una email?... Non lo saprò mai!”

Noi rispondiamo: E’ la posta che ricevi sul tuo pc (computer) senza costi di francobollo, senza attese e senza il fastidio di recarsi all’ufficio postale per ritirarla. E’ vantaggiosa vero? Allora scopri quanti innumerevoli vantaggi ti offre il web.

Provaci, “coraggio, non è difficile!”… anche tu puoi inviare una email.

 

Area comunicazione “Web Sector” by Assonews.it

Foto: home page www.intelligeremoda.it

Commenti  

 
0 #1 Smithe805 2014-12-20 10:46
You are my inspiration, I possess few web logs and rarely run out from to brand. dfbdbfdddedgedd e
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