domenica, 16 dicembre 2018

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A FOGGIA DA VITTORIO: PIZZA, AMORE E TRADIZIONE

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Irregolare, mai perfettamente rotonda, dal profumo irresistibile, sapore inconfondibile, paragonabile a nient’altro: la pizza di Vittorio è unica al mondo.

Non esageriamo, perché è la verità. Da guinness dei primati, come genuinità, sapore e costi. Chi si sognerebbe di mangiare una pizza e la birra al modico prezzo di 7,00 euro circa?

Pizza per tutti, dall’umile disoccupato, al politico all’ultimo grido, a gente di spettacolo. Molti famosi sono passati da Vittorio, ma non c’è nemmeno una foto che l’attesti, perché secondo Vittorio ogni persona è importante e ogni persona vale la pena di essere ricordata.

Il segreto è uno, una tradizione che si perde nel tempo, da sempre in un vicolo antico dietro all’Accademia di Belle Arti di Foggia, la Grotta azzurra serve, pizza e braciole di cavallo. La mozzarella squisitamente genuina, nessuna pasta filante, l’olio d’oliva e i pomodori di Foggia. Ogni ingrediente è ad origine controllata. Ma quello che fa la differenza sono le mani, il modo di far lievitare la pasta, naturalmente. Dietro un uomo importante – dice un vecchio proverbio – c’è sempre una donna importante. Dietro Vittorio, c’è Rosalba, sua moglie, non si fa notare, ma è sempre lì, volto dolce e sorridente, con le sue mani d’oro che non si fermano mai, ape regina ed operaia del suo piccolo mondo. Uno impasta, l’altro inforna, si guardano e si capiscono al volo. Non è una catena di montaggio ma una atto d’amore e di piacere al servizio di tutti.

Quando entri vieni piacevolmente risucchiato dall’atmosfera e non vorresti deviare verso la sala. L’adrenalina è ormai a mille e l’acquolina in bocca, l’odore ti cattura e verrebbe voglia di gustarla immediatamente la pizza: 4 formaggi bianca con salsiccia piccante o Grotta Azzurra con la ricotta, tutte gradevolissime al palato e al cuore. Quello che colpisce appena entri è il laboratorio, pulito e fragrante: come a dire che quello che facciamo è tutto a vostra disposizione, sotto i vostri occhi, alla luce del sole. Il successo sta nell’amore al lavoro e al cliente. Rosalba e Vittorio hanno un solo cameriere, da 22 anni. Marcello Fiscarelli, serve in media 150 pizze al giorno, orfano di padre ha trovato in Vittorio una nuova famiglia. Tra un sorriso e un rabbuffo, gli ha insegnato il mestiere. Marcello ha una battuta pronta e la gentilezza per ogni avventore. C’è quasi un rapporto empatico di complicità. Il cliente si sente ammirato e viziato. Marcello è il tramite dei tuoi desideri più inconfessati: un piccolo buco allo stomaco, qualcosa per ingannare l’attesa, un antipasto a base di pezzetti dell’impareggiabile focaccia di Vittorio, magari nascosta per l’occasione, visto che alle otto di sera è già finita… Marcello è un ragazzo semplice e dagli occhi buoni, in 22 anni ha servito un’infinità di pizze. Lui riesce a gestire tutti i tavoli e non ha mai bisogno di aiuto, è svelto sorridente e impeccabile. Gli chiedo, come faccia a fare così bene il suo lavoro senza mai mostrare segni di stanchezza. Lui mi risponde che è abituato e non gli pesa.

Marcello nel privato ha il tempo di coltivare i suo hobby, internet e una chitarra. Ha 39 anni, una moglie che lavora nel sociale e 3 splendidi figlioli ormai giovani. Anche Marcello contribuisce alla buona riuscita della gestione della pizzeria Grotta azzurra.

Rosalba, Marcello, Vittorio, quando entri in quella stanza azzurra, respiri serenità, pulizia, ma niente falsa cortesia. Vittorio non fa niente per accattivarti. Sarai tu a tornare, perché soddisfatto. Ne sono passati tanti di personaggi, anche famosi. Ma Vittorio ama raccontare la storia di un emigrante, non importa il nome. Era uno che mancava da Foggia da più di 35 anni. E’ tornato lì, nella pizzeria rimasta com’era. Ha ritrovato i luoghi e i sapori della sua infanzia. Non ha trattenuto le lacrime, perché tutto gli sembrava cambiato, le strade, i nomi, le persone, tutto gli sembrava cambiato… forse si sentiva fuori posto. Ma Vittorio no, Vittorio era sempre lo stesso, ma erano gli stessi anche i muri, gli odori, le sedie. Se uno volesse ritrovare il senso di casa, la prima cosa che noterebbe sarebbero gli odori, le piastrelle di un muro, il senso di fumo che sale. La Casa è fatta di emozioni che ti porti dentro e che ti ritornano e che ti scrivono l’anima. Ma per fare questo hai bisogno di luoghi della memoria, come la pizzeria di Vittorio.

Abbiamo proiettato emozioni e sensazioni. Ma la pizza di Vittorio lascia senza parole. Andate e provatela. Ritroverete un po’ di voi stessi e ci prenderete gusto. Pardon, Vittorio non vuole pubblicità, è come la Rolls Royce tutta costruita a mano senza bisogno di reclame. Sta sera ci aspetta una pizza, indovinate dove? Un’avvertenza: da Vittorio non si prenota, ma se andate dopo le otto armatevi di pazienza e di buon umore, tanto Vittorio vi aspetta all’entrata e in attesa della fila, saprà intrattenervi con una battuta e una storia. Buon appetito!

Ines Maizzi

Foto: assonews.it

La storia della Grotta Azzurra è un po’ la storia di Foggia, di come sia stata annientata e sia rinata dopo la guerra. Ve la riportiamo per stralci sulle ali di una memoria che rivive nelle persone e nei volti.

Intorno agli anni trenta Carmine Russo, foggiano, apre un locale adibito a pizzeria, cantina e sala biliardo. Il figlio Vincenzo collabora con il padre fino all’inizio della seconda guerra mondiale quando, richiamato dall’esercito, deve lasciare l’attività nelle mani del genitore. Al suo ritorno da quei terribili anni che lo hanno visto prigioniero in Africa, vede chiudere in breve tempo la sua pizzeria. La guerra aveva cancellato tutti i loro sacrifici. Nei primi anni ’50, Vincenzo riprende la sua attività. Sposa una ragazza del Friuli, Maria Pia Cogoi, con la quale mette al mondo sei figlie, l’ultima delle quali, Rosalba, Negli anni ’60 sposa Vittorio Di Biase con cui ancora oggi, gestisce la pizzeria. Passano gli anni, ma Vittorio è attento a lasciare la “Grotta”, senza alterarne l’originaria struttura e soprattutto senza modificare i sapori e i profumi che conoscevano i nostri concittadini 75 anni fa.

 

Commenti  

 
0 #1 Michele 2015-09-17 22:29
Bellissima descrizione del "tempio" della pizza e della braciola di Vittorio e Rosalba.
Se non ci sei mai stato non resisteresti alla tentazione di andarci.
Grandi Vittorio e Rosalba.
La mia giovinezza è stata caratterizzata anche da loro. Oggi, dopo quarant'anni che vivo a Torino, quando vengo a Foggia non posso mancare all'estasi della braciola e di una eccelsa margherita.
Grazie per le sensazioni che mi date.
Michele
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