sabato, 22 luglio 2017

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GLI EFFETI NEGATIVI DELLE RELIGIONI SUI DIRITTI DELLE DONNE

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Prima di entrare nel cuore della riflessione, è opportuno citare tre brani presi da tre libri famosi. Il primo brano è dal Nuovo Testamento.

Prima Lettera di San Paolo a Timoteo, capitolo 2: versi da 11 a 15. "La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare ne’ di dettare legge all’uomo, piuttosto se ne stia tranquilla. Perche’ prima e’ stato creato Adamo e poi Eva, e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione". Il secondo brano e’ dal Corano. Sura 4: versetti da 34 a 37. "Gli uomini sono superiori alle donne per le qualita’ che Dio ha dato loro (...). Le donne virtuose sono obbedienti e sottomesse ai loro mariti (...). Quanto a quelle che temi ti disobbediscano, ammoniscile, rifiuta di condividere con loro il letto e battile". Il terzo brano e’ dalla Torah, 20:17. Esodo: Deuteronomio 05:21. "Non desidererai la moglie del tuo prossimo, ne’ il suo bue, ne’ il suo asino, ne’ cosa alcuna che gli appartiene". E’ del tutto evidente, come si vede, il modo in cui questi tre libri detti "sacri", per citare solo le religioni monoteiste, facciano a gara nell’evidenziare la sottomissione della donna, a qualificarla come di proprietà di un uomo, a stigmatizzarla e a perpetuarne la condizione di “inferiorità”. C’e’ chi potrebbe dire: "Ma questi sono solo brani scollegati dal contesto. Non e’ scientificamente corretto generalizzare partendo da un dettaglio di un brano". E’ vero. Ma anche una lettura attenta e approfondita di questi tre libri e dei loro insegnamenti, mostra che verso la donna, nel migliore dei casi, c’è solo una condiscendente indulgenza che è persino umiliante. C’è anche chi potrebbe obiettare che questi libri appartengono ad altri tempi e rispecchiano una diversa condizione sociale in cui questo tipo di discorso poteva essere più o meno giustificato. Io invece dico: Voglio fingere, come se fossi l’avvocato del diavolo, di concordare sulla validità di quanto è scritto, e andare oltre il “difetto di fabbricazione” originale. Se questi libri parlano di una condizione sociale “superata”, allora perchè vengono tenuti in considerazione anche nel ventunesimo secolo come riferimento assoluto applicabile ai principi di comportamento e agli stili di vita di tante persone? Che sforzo di riforma è stato davvero fatto, dal punto di vista religioso, per cambiare veramente l'immagine della donna, così che la sua posizione fosse davvero uguale a quella dell'uomo, non solo nei discorsi, ma anche e soprattutto nella pratica? Nessuno. C’e’ chi accusa l’Islam di essere la religione che, piu’ di tutte, priva la donna dei suoi diritti. Ma ci dimentichiamo che nel giudaismo c'e’ una preghiera dove gli uomini ringraziano Dio per non essere nati donne? E che secondo il Talmud e’ meglio bruciare la Torah piuttosto che affidarla a una donna? Ci dimentichiamo che nelle lettere di San Paolo, che sono una parte fondamentale dei testi cattolici, si dice che il marito e’ il capo della moglie cosi' come Cristo e’ il capo della Chiesa, ed e’ fatto divieto alle donne di parlare in pubblico o nelle assemblee? Ci dimentichiamo che tra i dodici Apostoli non e’ stata scelta nemmeno una donna? Ci dimentichiamo che, piu’ di recente, una cinquantina di preti anglicani hanno detto che si sarebbero uniti alla Chiesa cattolica per protestare contro la loro gerarchia che aveva deciso di permettere alle donne di diventare vescovi? Ci dimentichiamo l’attuale posizione del Vaticano a proposito delle donne sacerdote, cioe’ che la loro ordinazione sarebbe un "crimine" esattamente come l'abuso sessuale di bambini da parte dei preti pedofili? Non stupitevi! Pero’ ditemi: come puo’ una donna che ha rispetto per se stessa non arrabbiarsi per certe affermazioni? Vorrei terminare con una storiella, sempre la solita, che tutte voi ormai conoscete, ma che e’ giusto non dimenticare mai. C’era una volta, in un tempo lontano, un mercante che possedeva un magico anello che gli era stato regalato da un jinn, e nel quale era incastonata una pietra che era la piu’ preziosa del mondo. Una pietra che aveva il potere di donare la Verita’ a chi la indossava. Il mercante aveva tre figli ed ognuno implorava il padre affinche’, morendo, egli lasciasse l’anello a lui solo, ma l'uomo amava tutti i figli allo stesso modo e se avesse lasciato l'anello ad uno di loro, gli altri due si sarebbero dispiaciuti. Si rivolse allora ad un abile orafo e gli commissiono’ due anelli identici a quello in suo possesso e l’orafo fabbrico’ gli anelli in modo cosi’ perfetto che era impossibile distinguerli da quello autentico. Il mercante, prima di morire, separatamente ed in gran segreto, consegno’ un anello a ciascuno dei tre figli cosicche’ ognuno fosse convinto di aver ricevuto l’originale. Da allora si racconta di come ogni uomo sia convinto di possedere la Verita’. (Chiara di notte)
Io aggiungerei che “ogni religione tra le tre grandi monoteiste è convinta di possedere la Verità…” Fatta eccezione del fatto che io sia una Cristiana credente e di quanto detto mi consola che ci siano donne come Madre Teresa di Calcutta elevata agli altari della Santità e poi… c’è da evidenziare che nel libro dell’Apocalisse (12, 1-2) una “donna vestita di sole”, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle, schiaccerà il male. Non è cosa di poco conto.
Chissà… il ‘male’ di che sesso è?

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